La Sardegna resta tra le regioni italiane più colpite dall’illegalità ambientale legata a mare e coste. Secondo il rapporto Mare Monstrum 2026 di Legambiente, nel 2025 sono stati accertati nell’Isola 1.356 reati e 4.556 illeciti amministrativi. La Sardegna è così settima in Italia per numero di reati e terza per sanzioni amministrative.
A preoccupare maggiormente è l’inquinamento, con 539 reati, che valgono il quinto posto nazionale. Tra scarichi abusivi, gestione irregolare dei rifiuti e problemi nella depurazione, sono state denunciate 799 persone e sequestrate oltre 9,5 milioni di euro tra beni e sanzioni.
Segue l’abusivismo edilizio costiero, con 358 reati e un balzo dell’Isola dall’undicesimo al sesto posto nazionale. Terza emergenza è la pesca illegale, con 252 reati, 375 illeciti amministrativi e oltre 14 tonnellate di prodotto ittico sequestrato.
«La tutela del mare non può essere data per scontata», sottolinea Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna, chiedendo più controlli e sanzioni, soprattutto nelle aree protette. L’associazione richiama inoltre la necessità di contrastare gli scarichi illegali, l’abusivismo sul demanio marittimo e di rafforzare la tutela della biodiversità marina.
Per Legambiente, proteggere le coste significa difendere non solo il patrimonio naturale della Sardegna, ma anche una delle principali risorse economiche dell’Isola.










Comments