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La Sardegna si attesta come caso virtuoso e modello di riferimento per il contrasto agli incendi boschivi. È quanto emerge dal rapporto “L’Italia in fumo” 2026 di Legambiente, che evidenzia i risultati ottenuti dall’isola sia sul piano dell’efficienza amministrativa, sia su quello dei controlli e del contenimento dei danni.

Tra gli elementi distintivi dell’amministrazione regionale spicca la gestione del catasto digitale delle aree percorse dal fuoco, liberamente consultabile e integrato nei geoportali. Sul fronte dei dati, nel 2025 la superficie bruciata nell’isola è scesa a 3.682 ettari (con un calo del 33% rispetto all’anno precedente), nonostante un aumento degli eventi passati da 41 a 65. Insieme al Lazio, la Sardegna ha mostrato un andamento in controtendenza rispetto alla media nazionale, dimezzando l’estensione media di ciascun rogo grazie alla tempestività dei soccorsi.

L’Isola primeggia anche nell’azione di contrasto alle illegalità: nel 2025 sono stati effettuati 21.409 controlli – il dato più alto d’Italia –, che hanno portato a 53 denunce, 29 sequestri e 6 arresti. Il trend positivo si è confermato nel primo semestre del 2026, con soli 270 ettari colpiti. Tuttavia, le rilevazioni satellitari aggiornate al 31 agosto indicano una ripresa del fenomeno nella stagione estiva, con 4.659 ettari percorsi dal fuoco in 35 comuni, in attesa del bilancio definitivo di fine anno.

admin

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