Era una paura che in molti avevano,soprattutto gli autotrasportatori che usano il collegamento marittimo con la Corsica giornalmente: lo stop delle corse tra il porto di Santa Teresa Gallura e quello di Bonifacio si è verificato a causa degli ormai noti problemi riscontrati sull’imbarcazione Giraglia della compagnia navale Moby, che non ha superato i controlli tecnici effettuati delle autorità francesi e che risulta quindi ferma in terra corsicana, sprovvista del via libera per effettuare la spola tra i due porti.
Sembrerebbe che nessuna delle tre navi dislocate per effettuare il collegamento siano in grado di andare per mare, né la Ichnusa, né la Bunifazziu e tanto meno la Giraglia.
Nella giornata di oggi, forse entro la mattinata, dovrebbe completarsi l’iter di controlli e certificazioni sulla vecchia Giraglia che potrebbe così ritornare a garantire il servizio convenzionato con la Regione Sardegna che prevede la copertura del collegamento marittimo da parte della compagnia Moby.
Se così non fosse, la Moby sarebbe costretta a tirare fuori dal cantiere di Livorno dove si trova al momento in riparazione, la Bunifazziu.
“La crisi dei collegamenti tra Sardegna e Corsica è una vergogna annunciata, una situazione che si poteva e si doveva evitare. Oggi imprese sarde e lavoratori che intrattengono scambi commerciali fondamentali con l’isola francese pagano il prezzo di ritardi, cancellazioni e disservizi inaccettabili, – ha dichiarato all’ANSA il deputato della Lega Dario Giagoni che chiama in causa l’assessora ai Trasporti della Regione – Dove sono finite le azioni di vigilanza che avrebbero dovuto prevenire questo disastro? È inconcepibile che nel 2026 si continui a viaggiare su vere e proprie carrette del mare, navi che dovrebbero stare nei musei e non sulle nostre rotte. Ancora una volta la Sardegna è ostaggio di dinamiche assurde e di una totale assenza di programmazione, mentre la giunta regionale, che prometteva soluzioni a ogni problema, tace e abbandona cittadini e imprese. Un silenzio politicamente gravissimo che la Sardegna non merita”.
Ansa










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