La Sardegna è ancora “poco amica delle giovani imprese”.
L’Isola, infatti, si posiziona all’ultimo posto della classifica nazionale per quanto riguarda l’attrattività e le opportunità offerte alle nuove generazioni.
E’ questo ciò che emerge dalla classifica delle regioni e delle province “amiche” dei giovani imprenditori è stata stilata dall’Ufficio Studi di Confartigianato, che ha elaborato l’indice “Youth Friendly 2025”, su dati UnionCamere-Infocamere, Inail, Inps, Excelsior, e contiene l’indice dei territori a misura di giovane per impresa e lavoro che monitora le condizioni dell’habitat sulla base di 27 indicatori, suddivisi in 4 “pilastri”.
I dati dicono come il territorio sardo sia in coda alla graduatoria delle regioni con un punteggio di 403 punti, una quota sensibilmente inferiore alla media nazionale di 579 e ben lontana dai 709 punti della Lombardia, capolista del ranking.
Il dato sardo risulta essere del 30,3% inferiore alla media italiana, evidenziando un divario strutturale profondo rispetto al resto del Paese per quanto concerne il lavoro, l’impresa, l’istruzione e l’inclusione territoriale.
“L’occupazione e le dinamiche giovanili” rappresentano il settore più critico. La Sardegna si posiziona al 20/o e ultimo posto nazionale con un indice di appena 267 punti (contro una media Italia di 604). Questa categoria misura variabili pesanti come il tasso di occupazione 15-34 anni, la presenza di NEET (giovani che non studiano e non lavorano), la diffusione di apprendistato e la proiezione demografica dei giovani per i prossimi 25 anni.
Nella “Struttura e vitalità del sistema produttivo”, la Sardegna occupa la 16/o posizione con 388 punti. Il pilastro valuta la capacità del sistema imprenditoriale di rigenerarsi e coinvolgere le nuove generazioni, monitorando l’incidenza di imprese giovani (gestite da under 35), la loro sopravvivenza e la propensione alla collaborazione con le scuole tramite tirocini e PCTO.
Nel “Capitale umano e istruzione”, l’Isola si attesta al 17/o posto con 392 punti. La categoria analizza la qualità del sistema educativo, la quantità di laureati (25-39 anni), le competenze alfabetiche e numeriche degli studenti e la capacità del territorio di attrarre e valorizzare giovani ad alto titolo di studio.
La “Capacità amministrativa e inclusione territoriale”, al contrario, rappresenta l’unico vero dato positivo per la regione. La Sardegna balza al 9/o posto in Italia con un indice di 660, superiore alla media nazionale di 546. Questo pilastro premia la qualità dell’amministrazione pubblica locale, l’efficienza dei servizi per l’infanzia, le relazioni digitali con la PA e la capacità di conciliare vita-lavoro, oltre alle condizioni abitative relative all’incidenza dei canoni d’affitto.
L’analisi territoriale dice come Nuoro sia la più “giovane” (90/o posto nazionale), mentre Cagliari arranca (102/a)
Ansa










Comments