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A sette anni dalle eclatanti proteste del 2019, i pastori sardi tornano a mobilitarsi per denunciare una crisi economica che definiscono persino più grave rispetto al passato. L’appuntamento è fissato per lunedì 12 ottobre alle ore 11:00 con un presidio di piazza a Cagliari, nei pressi della sede del Consiglio regionale.

I rappresentanti della categoria evidenziano un vertiginoso aumento dei costi di produzione che mette a rischio la sostenibilità delle aziende agricole. Rispetto al 2019, il prezzo del mangime è raddoppiato passando da 25-30 euro a 55 euro al quintale, il concime è salito da 35 a 120 euro e il gasolio agricolo ha subito un rincaro da 0,50 a 1,70 euro al litro.

Di fronte a questi rincari, gli allevatori chiedono risposte urgenti alle istituzioni per capire se vi siano le condizioni economiche per avviare la campagna di mungitura 2026-2027 o se l’attività sia ormai diventata antieconomica. Nel manifesto d’indizione della protesta, i portavoce sottolineano come la crisi non colpisca soltanto il settore agro-pastorale, ma minacci l’intera tenuta sociale ed economica dei territori dell’isola.

admin

Caro energia, stangata da 16,5 miliardi per le famiglie e le imprese italiane: in Sardegna i rincari pesano di più

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