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La misura è colma per gli allevatori di bovini in Sardegna. A più di dodici mesi dall’introduzione delle limitazioni alla circolazione del bestiame per contenere la dermatite bovina, i produttori guidati da Coldiretti si sono mobilitati a Olbia, paralizzando l’arteria principale del centro fino a raggiungere in marcia il porto di Isola Bianca.

Il settore denuncia una paralisi gestionale ed economica non più tollerabile, che sta soffocando l’intero comparto isolano. Le aziende chiedono con forza il declassamento della patologia per riaprire i canali di esportazione. L’amarezza cresce soprattutto a fronte degli sforzi fatti: la risposta al piano di immunizzazione è stata pressoché totale, con il 98% delle strutture e il 97% dei capi vaccinati. I produttori sottolineano di aver rispettato ogni direttiva sanitaria imposta da Ministero e Asl, ma di ritrovarsi ugualmente penalizzati dalla burocrazia di Roma e Bruxelles, che rischia di vanificare il lavoro di anni mentre i costi di mantenimento nelle stalle diventano insostenibili.

A scatenare il blitz è stato anche il recente blocco imposto sulla zona di Samugheo che, pur avendo superato il focolaio, è stata inserita in un’area di sorveglianza per un raggio di venti chilometri. Da qui la richiesta urgente alla Regione e al Ministero di intervenire presso l’Unione Europea per sbloccare la movimentazione dei vitelli ed evitare che la gestione dell’emergenza si trascini a lungo come già avvenuto in passato per la blue tongue.

Alla manifestazione, conclusasi allo scalo marittimo, hanno garantito la propria presenza anche le istituzioni locali, tra cui il vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni e i primi cittadini di Luogosanto e Calangianus.

admin

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