In Sardegna le imprese, soprattutto artigiani e piccole attività, pagano di più per i finanziamenti di piccolo importo richiesti in banca. Secondo un’elaborazione della Cna basata su dati Banca d’Italia, i prestiti fino a 50 mila euro per la liquidità nell’area Sud e Isole hanno un tasso medio del 9,55%, superiore alla media nazionale (8,73%) e anche al Nord-Est (8,23%).
L’analisi evidenzia un forte divario legato alla dimensione del credito: più l’importo è basso, più il costo del denaro aumenta. Per i prestiti destinati agli investimenti il tasso medio nazionale è del 3,96%, ma sale al 6,08% per i finanziamenti fino a 50 mila euro. Ancora più marcata la differenza sui prestiti per liquidità, dove si passa dal 3,54% per importi oltre un milione al già citato 8,73% per i piccoli prestiti.
Secondo la Cna Sardegna, questa dinamica rischia di penalizzare proprio le micro e piccole imprese, che dipendono maggiormente dal credito per la gestione quotidiana. L’associazione parla di una “distorsione” che, unita al divario territoriale, può trasformare il credito da strumento di crescita a fattore di difficoltà. Pur registrando un calo dei tassi rispetto ai picchi del 2023, i livelli restano comunque più alti rispetto al periodo precedente alla stretta monetaria.










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