Prende ufficialmente il via in Sardegna l’Osservatorio per la qualità, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, un organo paritetico istituito tra la Regione e i sindacati sulla base delle intese del Patto di Buggerru, siglato dalla presidente della Regione Alessandra Todde e dai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil.
La struttura direttiva comprende un delegato della presidenza, un esponente dell’assessorato al Lavoro e uno della Sanità, a cui si aggiungono un rappresentante per ogni sigla sindacale, avvalendosi dell’assistenza di un team di tecnici. La presidenza è stata affidata a Mario Arca, fino allo scorso giugno consigliere di Todde per le relazioni sindacali. Annalisa Fiore e Daniele Cocco sono stati designati per gli assessorati al Lavoro e alla Sanità, mentre per la parte sindacale figurano Nicola Cabras (Cgil) nel ruolo di vicepresidente, Pierluigi Ledda (Cisl) e Fulvia Murru (Uil). I compiti dell’osservatorio spazieranno dall’esame dei dati relativi a infortuni e patologie professionali all’individuazione dei punti critici nei comparti produttivi, passando per l’impulso alle attività di prevenzione e formazione e la creazione di un network regionale sulla sicurezza in sinergia con i rappresentanti Rls, Rlst e Rspp.
Ampio risalto sarà dato alla diffusione della cultura della tutela nei luoghi di lavoro, con progetti volti a coinvolgere il sistema scolastico.
“Non si tratta di una struttura contrapposta alla parte datoriale, ma di un organismo che lavora in modo paritetico con le rappresentanze dei lavoratori”, ha puntualizzato Todde, definendo l’ente come una realtà “sovrassessoriale” strutturata per interloquire con l’insieme degli attori coinvolti. In merito alle verifiche e alle risorse dello Spresal, la presidente ha chiarito che “il monitoraggio non può ricadere sull’azione di una singola entità”. L’amministrazione regionale ha stanziato complessivamente 15 milioni di euro, prevedendo una copertura finanziaria estesa fino al 2028. L’assessora regionale al Lavoro, Desirè Manca, ha assicurato che entro dodici mesi si potranno mostrare “risultati misurabili”, richiamando contestualmente un quadro nazionale critico: “Si registrano 4.700 infortuni in Italia nei primi sette mesi del 2026 e 810 vittime sul lavoro nei primi nove mesi, con una media di tre decessi al giorno”.
Le organizzazioni sindacali, che in passato avevano sollecitato un’accelerazione sull’attuazione del Patto, definiscono l’avvio dell’organismo come “un passaggio d’assunzione di responsabilità”. L’asse prioritario resta quello della prevenzione, mettendo in campo strutture aziendali e rappresentanti della sicurezza: “Le problematiche da affrontare sono molteplici e l’osservatorio intende operare su più direttrici. Rimane fondamentale il fattore educativo, motivo per cui riteniamo indispensabile promuovere i temi della salute e della sicurezza a partire dalle giovani generazioni, che rappresentano i lavoratori del futuro”.










Comments