Un grido contro la guerra ha aperto il concerto di Carmen Consoli al Dromos Festival, nello spettacolare scenario del parco archeologico di Tharros, a Cabras, nell’ambito dell’Estate di Mont’e Prama 2026. Con il brano “Echi di Sirene”, la cantautrice siciliana ha lanciato un messaggio forte e universale, davanti a un pubblico numeroso composto da spettatori sardi e tanti turisti.
Quello andato in scena è stato un concerto acustico e intimo, ma capace di conservare tutta l’energia che da sempre caratterizza l’artista. Accompagnata da Massimo Roccaforte alla chitarra, bouzouki e mandolino, Emilia Belfiore al violino e Claudia Della Gatta al violoncello, Carmen Consoli ha ripercorso la sua carriera partendo dall’ultimo album “Amuri luci”, vincitore della Targa Tenco come miglior disco in dialetto, fino ai grandi successi del passato.
Non sono mancati momenti di grande intensità con brani come “AAA Cercasi”, “Fiori d’arancio” in versione acustica e “Piccolo Cesare”, canzone dal testo ancora oggi attuale. Spazio anche ai brani di denuncia sociale come “Mio zio”, dedicato al tema degli abusi sui minori, e “La notte più lunga”.
Tra racconti, aneddoti e parole dedicate alla bellezza di Tharros e della Sardegna, la cantautrice ha poi regalato al pubblico una lunga sequenza dei suoi brani più amati, da “Confusa e felice” a “Venere”, “Blu notte” e “Parole di burro”.
Il concerto si è chiuso con due bis molto applauditi, “In bianco e nero” e “Amore di Plastica”, prima del lungo applauso finale del pubblico per un’artista capace, dopo anni di carriera, di emozionare e rinnovarsi ancora.










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