L’economia della Sardegna mostra segnali di tenuta nell’estate 2026, con una crescita del Pil stimata all’1,1%, superiore alla media nazionale (+0,5%) e a quella del Mezzogiorno (+0,7%). È quanto emerge dal report di Confartigianato Sardegna, che evidenzia però anche le criticità legate all’inflazione, al caro energia, alla stretta sul credito e alle difficoltà del mercato del lavoro.
Secondo lo studio, l’aumento dei prezzi e il rialzo del costo dell’energia hanno inciso sui costi delle imprese, mentre il tasso di interesse sui finanziamenti alle piccole aziende ha raggiunto il 10,6%, il valore più alto d’Italia. In calo anche i prestiti alle Pmi e alle imprese artigiane.
Sul fronte occupazionale si registra una flessione degli addetti, soprattutto nei comparti manifatturiero e delle costruzioni, mentre cresce il lavoro indipendente. Restano inoltre difficoltà nel reperire personale, nonostante segnali positivi per il turismo e alcuni comparti produttivi.








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